N. Febbraio - 25 Gennaio 2010
Coltiviamo i volti nuovi per ridare smalto al Nordest
di Roberto Morelli
Non faremo del giovanilismo di maniera, né un elogio stucchevole del nuovo che avanza: la vivacità imprenditoriale, le capacità manageriali e le idee di successo non seguono l’età. La scintilla c’è o non c’è. La questione che affrontiamo in questo numero è più solida e cruciale, e investe la sostenibilità in sé del modello Nordest, cioè la sua capacità di durare e tramandarsi nel tempo. Un tessuto territoriale può infatti mantenere e alimentare la crescita solo grazie a un duplice passaggio generazionale: all’interno dell’impresa e tra imprese che nascono, maturano e declinano. Senza ricambio, lo sviluppo si sterilizza.
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Buoni, ma pochi
di Eleonora Vallin
In calo drastico dal 1999 ad oggi, i giovani imprenditori del Nordest sembrano essere diventati merce rara in via di estinzione. Meno 43,4% nell’ultimo decennio, con il Friuli Venezia Giulia in testa per la peggior performance al negativo, anche tra gli artigiani. Si tratta di maschi, 35enni, ancora legati alla famiglia che non lascia l’azienda. La qualità però sembra tenere. Le nuove imprese under 40 sono al passo coi tempi e innovative. Ma fanno ancora poca notizia. All’interno i dieci nuovi volti del Nordest.
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Famiglie Spa
di Roberta Benedetto
Il Nordest non brilla per “buoni” esempi di passaggio generazionale. Le statistiche dicono che l’area è fuori dalla media europea (7-8 anni) e si arriva fino a 12 anni per mollare il testimone. A volte non basta neanche un consulente, comprensivo di «kit». Così a marzo parte in Veneto la «vaccinazione preventiva», iniziativa volta a creare un vero e proprio centro per la continuità d’impresa, sollecitando gli imprenditori a test di autovalutazione.
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Nei giovani il DNA per la mutazione
di Federica Guidi
Per innovare, per rilanciare il Sistema Paese con nuove idee, prodotti ma anche una diversa gestione dell’azienda, non più familistica, servono nuove leve non ancorate al passato. In questo scenario di crisi i giovani devono dunque diventare elementi di rottura da inserire in una tradizione di continuità che non va dimenticata, ma arricchita e aggiornata.
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Tutto cambia. Cambiamo tutto
di Enzo Rullani
Il nostro capitalismo personale ha un futuro: ma non è garantito a priori. Per conquistarselo, bisogna modificare la forma-azienda da struttura mono-personale legata al capo-padrone a pluri-personale con più intelligenze insieme. Perché sono le persone che fanno la differenza e, più che conservare, serve sperimentare.
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«Se c’è passione, vince la famiglia»
di Domenico Pecile
Prima il matrimonio poi l’entrata diretta nell’azienda dei suoceri. Giannola Nonino ripercorre la storia dell’azienda di Ronchi di Percoto (UD) e plaude alla conduzione familiare. «Se si fanno prodotti di alta qualità – dice - e se la famiglia è unita ci sono più possibilità di successo». Oggi l’impresa è nelle mani delle tre figlie che si sono divise i compiti, ma sono già pronti gli alambicchi per i sette nipoti in segno di continuità.
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Sindacato, il Nordest fa scuola
di Marco Scorzato
Organizzazioni, imprese, istituzioni: la carta vincente in tempi di crisi è stata la «condivisione». Non è un caso, dunque, che qui la disoccupazione sia cresciuta meno che altrove. Premiati quanto a iscrizioni i sindacati, nel 2009, hanno fatto più cassa e guadagnato peso politico. Al punto che oggi anche la Lega vuole avere un ruolo. Serve però un salto di qualità: tornare a politiche attive del lavoro, salvare i precari, riformare gli ammortizzatori e pensare allo sviluppo.
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Riscoperti impresa e lavoro, ma e’ tutto da rifare
di Luigi Copiello
Dopo oltre 15 mesi la resistenza resiste: proseguono casse integrazioni e contratti di solidarietà. Le aziende restano però sottocapitalizzate, poche hanno capito che più che sul processo bisogna investire sul prodotto e vanno modificate anche le relazioni sindacali: strutture di garanzia e presidio non servono a nessuno; oggi serve dare valore al lavoro e a quelle risorse fondamentali per lo sviluppo delle aziende.
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Multiutility, ognuna per sè
di Diego Buonocore
L’annunciata fusione di AcegasAps con la lombarda Linea Group holding, operativa da giugno prossimo, vanifica le speranze di un polo nordestino delle ex municipalizzate. Ora inizia la fase «mani libere», e anche se Veneto sviluppo ha dichiarato nuovo impegno nel progetto di holding, non c’è più l’interesse dei player. Intanto il mercato s’impone, la privatizzazione dei servizi pure e il tempo dei nanismi è finito
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Avanti, con il freno tirato
di Claudio Pasqualetto
Mancanza di professionalità, miopia industriale, incapacità di slegarsi da logiche di schieramento politico. Queste le cause delle mancate fusioni-coalizioni tra le utilities del Nordest. Fino ad oggi solo parole, nessun fatto. Il conservatorismo non ha lasciato posto al rischio e alla gestione competitiva delle imprese. L’esito? Molte aziende fuori dal mercato e il prezzo lo pagheranno i cittadini.
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A Nordest la cultura rende ricchi
di Massimo Nardin
Al via, dal 21 al 25 aprile, il terzo Festival delle città impresa. Nuovi ospiti e nuove città-quartiere per discutere e progettare a rete, e nel territorio, la Capitale europea della cultura nel 2019. Grandi nomi tra gli ospiti internazionali: Jacques Attali, il creatore di Wikipedia Jimmy Wales (nella foto), il direttore di “Wired” Chris Anderson, il Nobel Michael Spence. Tra i relatori italiani, il banchiere Alessandro Profumo e l’artista Marco Paolini. L’obiettivo? Un cambio di passo, quello che implica il pensiero prima dell’azione.
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Piccolo locale, grande cucina
di Alfredo Pelle
Verso l’Altipiano di Asiago, poco prima di Arsiero, spunta la Trattoria All’Isola “governata” in cucina da un under 40, Christian Zana approdato qui dopo diverse esperienze in Europa. C’è talento e passione e i risultati si vedono nei piatti dai sapori primari definiti, eleganti nella loro fattura. Il servizio è inappuntabile e la carta dei vini e’ ben costruita con alcune eccellenze, non solo venete, a prezzi corretti. Eleganza nella struttura dei piatti che hanno accostamenti coerenti, diverse consistenze è frutto di un equilibrio cercato sempre con grande cura.
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