Su le maniche, la fiducia è anticiclica
di Roberto Morelli
Chissà se gli imprenditori del Nordest hanno dato retta a Jack Welch. Dua mesi fa l'ex presidente della Generla Elctric aveva risposto così a chi gli chiedeva qualche consiglio per le aziende nel mezzo della bufera: Primo, non cessate d'investire e non fatevi prendere dal panico, perchè le crisi passano. Secondo, comprate le aziende concorrenti, perchè oggi costano poco. Terzo, se non potete comprarle attaccatele, perchè hanno più paura di voi. I nostri imprenditori non sono andati a scola da Welch, ma ne stanno mettendo in pratica i consigli. Perchè, nel vortice di una cirsi che secondo alcuni camberà il mondo, continuano a fare quel che sanno: rendere le loro aziende più efficienti.
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E’ PARTITO IL CONTROPIEDE
di Marco Scorzato
Sarà perché è nel codice genetico degli italiani o perché in certi casi non c’è la forza per attaccare, ma solo per parare il colpo e tentare la ripartenza: fatto sta che la crisi economica che frusta il tessuto produttivo nordestino sta suscitando una doppia reazione, non solo passiva, ma anche attiva, aggressiva, proiettata all’innovazione. Le ferie quest’anno sono state più lunghe e la cassa integrazione ha subito impennate a quattro cifre ma le imprese si stanno giocando tutto. Con buoni partner: le banche e le istituzioni che hanno attivato piani di sostegno e fondi di garanzia a sostegno delle Pmi.
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Elogio dell'ottimismo (o dell'irresponsabilità)
di Ugo Savoia
Mai come ora sembra necessario rispolverare il pensiero positivo come uno dei pochi carburanti in grado di far funzionare il sistema. Alla fine va pur sempre ricordato che mentre l’Italia, secondo le previsioni, chiuderà il 2009 in recessione con un calo dello 0,4%, il Nordest si attesterà sulla crescita zero e, nel 2010, farà da traino alla ripresa. Una cosa infatti è certa: come tutti i tunnel anche questo finirà. Nel frattempo, approfittando della congiuntura, si potrebbero avviare tutte quelle riforme di cui questo Paese ha bisogno per ripartire.
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Lacrime da governatore
di Insider
La lacrima celata di Galan, scesa alla cerimonia di presentazione del Passante, è una sorta di polizza per il futuro. Perché ci sono sì quelle tre opere infrastrutturali cui il governatore veneto vuole legare il suo nome (Mose, Pedemontana e Sfmr) ma la partita vera, quella più importante, si chiama federalismo. E per vincerla serviranno volontà, equilibrio ma anche passione e generosità. Nessun integralismo, solo grande tenacia.
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Al voto FRATELLI COLTELLI
di Francesco Jori
Quella che ci attende a giugno non sarà solo una sfida elettorale all’ultima scheda ma anche una verifica di gradimento del governo eletto lo scorso anno, con una serie di pesanti interrogativi: il peso e contrappeso della Lega al Nord, la controffensiva del Pd oggi alla frutta e il ruolo della sinistra radicale. Un dato è certo: chi conquisterà la pole position si garantirà un ruolo strategico in vista delle regionali del 2010
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PROVINCE, CHE REBUS
di Carlo Melina e Eleonora Vallin
Basterebbe un tratto di penna per abolirle. Alla fine Berlusconi l’idea l’aveva già annunciata in campagna elettorale e non per capriccio ma per snellire costi e impianto burocratico. Poi però ha evitato con cura di realizzarla perché la Lega, sul punto, è contraria e vuole tenere saldo il legame con il territorio. Che fare allora delle province? Nemmeno a Nordest le idee sono tanto chiare: c’è chi invoca una riforma, chi vorrebbe dargli più poteri, eliminando solo quelle inefficienti (il fronte è quello del Carroccio e dei presidenti provinciali) e chi (soprattutto studiosi e «contabili») li definisce «enti inutili e dannosi» con competenze che potrebbero essere tranquillamente trasferite altrove.
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Padroni della neve
di Massimiliano Bona
La crisi, almeno per ora, non ha nemmeno sfiorato il turismo della neve, soprattutto in Trentino Alto Adige. Anzi, a fine stagione potremmo trovarci di fronte a un saldo positivo rispetto allo scorso anno con una crescita stimata attorno al 3/4%. A spingere in questa direzione sono le prenotazioni negli alberghi (buone fino a inizio marzo), la sempre maggiore internazionalizzazione della clientela, i quasi due metri di neve caduti in montagna proprio all’inizio di dicembre ma anche l’incremento del numero dei passaggi Skipass nell’area del Dolomiti Superski, 1.200 chilometri di piste sulle quali si è investito molto anche per quanto attiene sicurezza e prevenzione.
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Un’unica multiutility a Nordest? Meglio gettare la spugna
di Massimo Malvestio
Sono passati oltre due anni da quando Veneto Sviluppo ha avviato il suo progetto per l’aggregazione delle multutility del Nordest. Ho sempre guardato con grande scetticismo all’iniziativa che – fosse anche giunta a qualche risultato concreto – avrebbe pur sempre dato vita a un soggetto troppo piccolo per poter essere men che irrilevante nel grande mercato del gas. Per la verità, i nostri imprenditori a partecipazione pubblica gli utili li producono soprattutto gestendo il servizio di distribuzione mentre nella vendita i risultati sono assai meno brillanti.
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Quelle care tradizioni dimenticate
di Sergio Frigo
E’ nella quotidianità, non negli eventi, che si costruiscono i rapporti sociali che danno calore e qualità alla vita. I macro interventi anticrisi che in tutto l’Occidente hanno rilanciato con forza il ruolo del pubblico nell’economia, probabilmente funzionerebbero meglio se anche nel privato ognuno di noi mettesse più socialità nei rapporti con l’esterno
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Per gestire una crisi? Bastano 60 minuti
di Giampietro Vecchiato
Si chiama golden hour (ora d’oro) perché un’azienda ha pochi minuti per decidere il suo destino. Le opzioni possibili sono due: risollevare le proprie sorti e salvare la reputazione o cadere nel vortice. La differenza tra gestire un’emergenza efficacemente e affidarsi all’improvvisazione sta nel modo con cui la si affronta e, soprattutto, la si comunica
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Privacy ed e-mail sul luogo di lavoro
di Luca de Muri
I limiti e la sicurezza dell’uso di internet sono disciplinati dalla legge ma il quadro normativo è complesso e il controllo della posta elettronica può essere garantito solo se il datore di lavoro ha chiarito e disciplinato l’uso che i propri dipendenti possono fare del computer aziendale, avvertendoli anche delle conseguenze delle contravvenzioni che possono divenire anche sanzioni disciplinari, compreso il licenziamento.
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Buongiorno Metropoli
di Eleonora Vallin
Il Passante ricolloca il futuro ma soprattutto «permette di addensare molti punti della città infinita». L’8 febbraio, con apertura al traffico della nuova autostrada, il Veneto riorganizza dunque flussi di persone e cose attorno a un nuovo centro. Lo sviluppo già annunciato vicino ai caselli deve però essere governato. Così come il traffico sulla tangenziale e ciò che si costruirà attorno da Marcon a Veneto city fino alle nuove infrastrutture metropolitane.
Questo mese, in allegato con Nordesteuropa.it, il dossier «Dal Passante il nuovo Nordest»
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In attesa del corridoio governiamo le ricadute
di Franco Migliorini
Maldestramente accantonato nel 1989 per dissensi sul tracciato. Dichiarato «assoluta priorità infrastrutturale» nel 1995. Virtualmente finito nel dicembre 2008. Agibile solo nel corso del 2009. In venti anni il Passante di Mestre si è caricato di significati simbolici che un semplice bypass di 32 chilometri non ha mai avuto. Vicenda assurta a emblema di un Nordest laborioso e negletto per mancanza di infrastrutture. Quando in realtà il collasso non si è generato per sole ragioni locali ma per il sovraccarico di transiti prodotto dall’apertura dell’Est.
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Galan: «E questo lo abbiamo fatto»
di Alessandro Zuin
«Il Passante resta una pietra miliare per quello che ha significato» spiega il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan che tuona contro l’Anas e anticipa: «Prima di chiudere il mio mandato, vorrei però vedere aperti i cantieri della Pedemontana e completato il Sistema ferroviario metropolitano. Il futuro non può essere soltanto l’asfalto». «Prima o poi avremo per davvero federalismo e autonomia – aggiunge - Beh, quel giorno lo vedo male per l’Anas. Fossi in loro, sceglierei di trasformarmi in un organismo ad alta specializzazione tecnica, diventando il braccio operativo delle Regioni»
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Benvenuti Cantieri
di Roberta Benedetto
Più di 200 imprese coinvolte, una media giornaliera di 400 operai, tecnici e ingeneri al lavoro con punte di 700, 141 impiegati, nove dirigenti e un indotto calcolabile in 6-7mila unità. Sono soltanto alcuni dei numeri del Passante di Mestre, la prima grande opera in Italia inserita nella legge Obiettivo del 2001 e realizzata con la formula del cosiddetto general contractor, in italiano contrattore generale, in questo caso la società di progetto Passante di Mestre, società consortile per azioni, 50 milioni di capitale, responsabile in toto della progettazione e della realizzazione del tracciato autostradale.
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Tre per uno. L'anti-Galan? La triade: Brancher-Brunetta- Sacconi
Anche per i pizzini arriva la variante Nordest. Quello che lo scorso gennaio, a Montecitorio, è arrivato sul banco della parlamentare leghista vicentina Manuela Dal Lago dopo il suo attacco frontale al governatore Giancarlo Galan, veniva da molto vicino, in tutti i sensi: dal veronese Aldo Brancher, Forza Italia, con tanto di complimenti rafforzati da una successiva frase a viva voce il cui senso è stato decrittato dal labiale. L'esegesi? Elementare, diconp le "voci di dentro" del Pdl: a una quarta riconferma di Galan alla guida del Veneto si oppone, molto più della lega, la triade Brancher-Brunetta-Sacconi
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La cucina, come una volta
di Furio de Rossi
C'era una volta... così incominciano le favole. C'era una volta quindi una piccola osteria in un piccolo paesino della valle del Vipacco, ora in Slovenia, gestita da una famiglia, che riuscì a perpetuare la passione per il buon cibo di generazione in generazione, dall'ormai lontano 1897.
Sono queste origini e tradizioni a costituire la base del successo di Tomaž Kavčič, uno dei migliori cuochi dell'ultima generazione, che ha visto fiorire nella bella Slovenia, a poca distanza dal confine (ex confine, per fortuna) con l'Italia, tanti ristoranti di qualità.
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