I Giochi, la sbornia e i ragazzi a letto
di Roberto Morelli
Certo che Venezia e il Nordest lo meritano, certo che sarebbe una magnifica vetrina per l’Italia e non solo per il Veneto, certo che l’evento potrebbe essere organizzato e gestito in modo impeccabile e rimanere nella storia dei cinque cerchi. Certo che sarebbe splendido svolgere a Venezia le Olimpiadi del 2020. Ma vi sono realisticamente le condizioni affinché il progetto si realizzi? E’ difficile: non impossibile, ma difficile. Ed è bene tenerlo presente dal principio, per evitare che il gratificante e contagioso entusiasmo che ci sta travolgendo tutti si trasformi in sbornia, e poi in feroce mal di testa quando la sbornia sarà passata.
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Da soli e in trincea non si vince
di Dario Di Vico
La crisi colpisce duro, imponendo processi di selezione (del tutto irrazionali), chiusure e snellimenti obbligati dei distretti. Ma l’atteggiamento diffuso è più quello della «resistenza» individualista che della «cooperazione». La risposta più naturale per evitare la sparizione di intere tradizioni è l’aggregazione di imprese. Ma i casi sono davvero pochi. E ora serve un cambio di cultura e mentalità. Servono buone idee e qualcuno che le ascolti.
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Distretti al giro di boa
di Roberta Benedetto
La crisi ha accelerato la trasformazione delle filiere. Ma il modello non è morto e resiste con cali medi del fatturato del 10%: ha solo bisogno di un’evoluzione che richiede l’aggregazione del terziario per fornire nuovi servizi, l’allargamento dei confini, la presa in causa di nuovi modelli come i contratti di rete e anche di politiche comuni, in chiave nordestina. La mappa delle filiere, chi va bene e chi va male e le possibili soluzioni strategiche per uscire dalla crisi.
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Il distretto vive, ma oltre il Veneto
di Roberto Grandinetti
Il modello è cambiato e la spinta l’hanno data le imprese leader che vivono di relazioni internazionali e hanno operato una nuova «lettura localizzativa» dei processi. La conseguenza? In “casa” restano solo le subforniture di qualità e la filiera si è ridisegnata in una pluralità di luoghi «altri». Spesso anche tutti fuori dai confini definiti per legge.
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«Noi competiamo, il sistema ci strangola»
di Roberta Benedetto
La crisi dei distretti vista da Luigino Rossi, uno degli uomini che ha "fatto" il Nordest: per salvaguardare le aziende e il vero made in Italy, dice il fondatore dell'area calzaturiera del Brenta, «bisogna che banche, fornitori e sindacati si diano la sveglia e la smettano di vessarci». Ma anche le imprese devono abbattere i costi. La Cina? «Chi preme per i dazi non è capace di produrre alta qualità». E le elezioni regionali? «Galan ha dato al Veneto 16 anni, 20 potrebbero esser troppi».
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La Lega, Galan e il «rischio Svp»
di Alessandro Zuin
Se, come pare, il Veneto toccherà al Carroccio, è evidente che il vero rischio che corre il partito di Berlusconi è quello di essere svuotato dall’alleato-competitore. Perché i leghisti, avendo in mano le leve del potere regionale, si avvierebbero a diventare partito di raccolta territoriale, centro di rappresentanza «orizzontale» degli interessi locali e interlocutore obbligato della politica nazionale.
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Orfani dell'Ici
di Anna Bassano
La manovra politica più ben voluta dai cittadini italiani si è dimostrata un boomerang devastante per le casse dei Comuni del Nordest, anche quelli delle regioni autonome. E sui conti pesano i vincoli del patto di stabilità e un federalismo che tarda ad arrivare. Ormai alle strette, i sindaci tornano a fare pressing su Roma e preparano una stagione di nuove marce.
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«Il Porto? Al servizio del Nordest»
di Domenico Pecile
Riportare Venezia al centro dello scacchiere e dei traffici del Mediterraneo, facendo concorrenza ai grandi scali del Nord Europa. Il presidente Paolo Costa non ha dubbi sul futuro. E, in piena crisi, l’Autorità sta investendo nel dragare i canali e nella logistica per intercettare i container diretti verso Oriente e diventare «home port» del business crocieristico, sfidando Barcellona.
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Il divertimento non va in crisi
di Alessandra Saletti
Malgrado la recessione, Gardaland e le altre strutture del Nordest continuano a espandersi con crescite anche del 10%. Complici marketing e promozioni ma anche i costi, non esosi, e la voglia di stare in famiglia e di ridere. Così i Parchi oltre a macchine da business diventano veri e propri «ammortizzatori sociali».
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C'è crisi? Culliamo l'impresa
di Lisa Peratoner
La difficile congiuntura, la precarietà e la perdita del posto fisso spingono sempre più giovani a Nordest a iniziare attività in proprio all’interno degli incubatori: strutture che «difendono» e «tutelano» le start-up, soprattutto nell’avvio. L’innovazione e la flessibilità fanno il resto con percentuali di sopravvivenza, poi sul mercato, anche del 95%. Nel numero la mappa delle strutture e un’analisi del modello di Paolo Gubitta, professore associato di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia di Padova.
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L'evento costa ma rende
di Eleonora Vallin
Prima la Capitale europea della cultura nel 2019, poi le Olimpiadi del 2020: le proposte di candidatura alle grandi kermesse internazionali hanno acceso i riflettori sul Veneto, come pure sulla fattibilità e sui vantaggi delle partite in gioco: l’esigenza chiave è accelerare la costruzione delle infrastrutture in ogni caso necessarie. L’avvenimento di richiamo attira investimenti, e lo Stato può fare molto. Così dicono le storie di Genova e Torino.
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Vicenza cerca un futuro
di redazione
Da sempre identificata con la manifattura, il maggior polo produttivo del Veneto ha risentito più di tutti la crisi. E’ dunque il momento di uscire da quell’«isolamento provinciale» in cui il capoluogo berico è finito e cercare nuove strade accanto all’industria. Una è quella del Palladio, ma bisogna investire anche nella contemporaneità e nelle infrastrutture, per diventare «snodo» e non solo «passaggio».
Nel dossier i protagonisti, le opinioni a confronto del sindaco Achille Variati e del presidente della Provincia Attilio Schneck, con le interviste a Roberto Zuccato, presidente Confindustria Vicenza, a Dino Menarin presidente della Fiera, e all’imprenditore-simbolo Gianni Zonin, presidente dal 1996 della Banca Popolare di Vicenza.
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