Archivio rivista

N. maggio - Prima donna - 23 Aprile 2009
Il tema del mese
Editoriale
Rimuoviamo gli ostacoli, il lavoro sarà rosa
di Roberto Morelli
Sono più oneste e meno azzardate: le aziende che guidano loro, falliscono più di rado e combinano meno pasticci. Hanno una maggiore sensibilità e presa sul mercato: sono loro che acquistano tutto, mica gli uomini. Sanno che un’azienda è fatta di persone e non di «risorse umane»: dove comandano loro, le cause di lavoro sono più sporadiche. Il loro tasso di occupazione è molto più basso, ciò che le trasforma in un bacino prezioso per ogni azienda desiderosa di assumere. Da qualsiasi angolazione la si guardi, il futuro dell’imprenditoria e del mercato del lavoro è, o dovrebbe essere, al femminile. > segue
L'inchiesta
Fattore «D»
di Marco Scorzato
I numeri confermano: le aziende guidate da donne vanno meglio delle altre, crescono più velocemente, generano profitti più elevati e sono a minor rischio di fallimento. Il Veneto è la quarta regione in Italia per presenza femminile nei Cda (tasso 15,6%) mentre il Nordest supera il 54% quanto a tasso di occupazione rosa (47% la media italiana). Molti però gli scogli da superare e servono una politica più aperta a sostegno della maternità e più fiducia da parte del credito. > segue
FIRST LADIES
di Roberta Benedetto
Tenaci, testarde, ambiziose. Ma anche realiste, rigorose, creative. Devote al lavoro, ma consapevoli (e orgogliose) di essere prima di tutto anche madri, mogli, sorelle. Sono le «nuove» donne ai vertici del Nordest, un esercito di manager e capitane d’impresa che guidano le aziende con la stessa disinvoltura con cui “comandano” in casa propria. E che «in un mondo di maschi» hanno portato innovazione, spontaneità e diplomazia. Nove casi di successo, raccontati dalle protagoniste > segue
L'intervista
«Meno estetica più gavetta»
di Eleonora Vallin
«Il segreto per una donna – spiega l’onorevole Giustina Destro - non è mai la spavalderia ma la determinazione accompagnata da una buona dose di femminilità». Nell’intervista: le tappe, i retroscena e i segreti di una donna concreta e capace di «fare un passo alla volta». Perché «Pari opportunità non significa godere di una percentuale di doveroso riconoscimento ma essere valorizzate e retribuite per quello che siamo e valiamo» > segue
L'analisi
Protagoniste della metropoli
di Aldo Bonomi
Le donne, per i settori di cui si occupano – soprattutto relazionali - e per il tipo di domanda di servizi che gestiscono incarnano il futuro. Quello di una «metropolizzazione dolce» basata sulla cultura delle relazioni e della cura, piuttosto che piuttosto che sulla separazione tra una cultura del contado arroccata sui valori della famiglia patriarcale e l’idea di una cultura metropolitana spersonalizzante, anonima e anomica. > segue
Politica
La Lega oltre la linea del Po
di Paolo Possamai
Breve memo: il collegio elettorale per le Europee comprende, oltre al Triveneto, anche l’Emilia-Romagna. Ne deriva che, se la Lega cerca una forte affermazione, deve tentare di superare la linea del Po. Svariati osservatori ricordano come la Lega alle elezioni europee nel passato abbia conosciuto pesanti débacle. Vero. Ma stavolta la chiamata alle urne per il dorato europarlamento sono accoppiate a domestiche selezioni di consiglieri comunali e provinciali. Probabile dunque che il trend delle amministrative influenzi pure i risultati relativi all’emiciclo di Strasburgo. > segue
IL BUON ESEMPIO VIENE DAL NORDEST
di Insider
Ci sono tante buone pratiche quotidiane che i grandi media nazionali tacciono. E quest’area non è solo razzista, incolta e arruffona, come dichiarano i falsi miti. E’ un laboratorio che promuove il nuovo, ottimizza le risorse, non le spreca, punta sulle professionalità ma anche sui valori, con alle spalle un carico straordinario di motivazioni. Così, la giunta Tondo ha varato un provvedimento perché i lavoratori in cassa integrazione portino la loro opera nella ricostruzione dell’Abruzzo. Qui c’è la solidarietà del Nordest ma anche una pragmaticità e una rapidità di esecuzione straordinarie > segue
Società
Terra madre
di Eleonora Vallin
In leggera flessione per produzione (-1%) il Veneto resta tra le prime in Italia per incidenza sul valore aggiunto (9,2%) e volumi (5 miliardi). I plus sono la specializzazione e l’apertura ai giovani. Buone le performance trentine concentrate su mele, piccoli frutti e vitigni, in gioco il Friuli Venezia Giulia con il nuovo marchio «friulano» in attesa ancora di declinazione operativa. Sul piatto una dote regionale di dieci milioni di euro. > segue
Il turismo? E' lo spirito del luogo
di Silvia Pasqualetto
Aumentano le esperienze innovative che uniscono la fabbrica al soggiorno. Da Belluno a Trento fino in Friuli Venezia Giulia i nuovi esempi di business: ristoranti con negozi e laboratori di lavorazione, hotel con musei e produzione diretta. Il collante sta nella specializzazione e nell’assecondare la vocazione del territorio. Come è successo in Cadore dove Prosdocimo Costan (nella foto con dipendenti e famiglia) ha unito occhiali, formaggio, un piatto pronto di alta gastronomia e un forte concentrato di ospitalità, sperimentando il modo più moderno di fare turismo. > segue
Che fatica stare in campo
di Umberto Rage
Perché il calcio a Nordest non sfonda in Serie A, eccezione fatta per Chievo e Udinese? L’inghippo è a monte, negli scarsi spettatori agli stadi che si traduce in meno introiti, quindi ridotti investimenti e minor interesse delle aziende locali a investire. Una via d’uscita? Ripensare e riorganizzare le strutture, magari costruendo stadi più piccoli e di proprietà che possano offrire nuove opportunità di marketing e strutturare «pacchetti sponsor» su misura > segue
Speciale
Il Festival, dall'impresa alla cultura
di Massimo Nardin
Ha preso per mano le città-impresa dell’area Pedemontana, sfidando la crisi attraverso il dialogo costruttivo di personaggi illustri di respiro mondiale, per guardare al futuro con innovazione. E ci è riuscito a pieni voti. Attraverso un modo diverso e capillare di sprizzare idee e strategie cultural-imprenditoriali per inventare la ripresa e riaccendere il motore innovativo alla locomotiva Nordest, la seconda edizione del Festival delle Città Impresa, ha soddisfatto tutti: dagli addetti ai lavori ai protagonisti. E per la prossima edizione si punta alla cultura. > segue
Rendiamo visibile l'invisibile
di Enzo Rullani
Finito un Festival, si fa un bilancio. E, avendo ormai sulle spalle due anni di esperienza, possiamo domandarci se i fini perseguiti sono stati raggiunti e se ci sono state cose che avremmo potuto far meglio. Sappiamo che quest’anno abbiamo avuto un afflusso e una curiosità maggiori dell’anno precedente, segno che la formula comincia a trovare una sua fisionomia, dal punto di vista della comunicazione e del richiamo. Ma è bene avviare una discussione sul significato che eventi come questi potrebbero avere per una situazione come quella del Nordest, ricca di passato (anche se ormai disperso) e non ancora ben avviata su una traiettoria credibile di futuro. > segue
Tempo libero
Itinerari eno-gastronomici
LAITE, legni preziosi e antiche tradizioni
di Luigi Costa
Tanta neve è caduta da quando Fabrizia Meroi e Roberto Brovedani hanno cominciato la loro straordinaria storia fatta di cose buone, scenari da fiaba e calore montanaro. Era il 1990 e si chiamava Keisn (una sorta di spalliere in legno per asciugare il fieno) il loro primo avamposto. Un nome particolare, duro come il lavoro dei montanari che questa parola evoca, scritta nell’antica lingua che si parla(va) tra queste montagne. Sono stati gli anni eroici, fatti di passione, voglia di imparare, fatica e poca gloria. Ma la determinazione e la voglia di varcare i confini, la mano leggera e felice di Fabrizia in cucina, il naso sensibile di Roberto per i vini e i distillati, sono stati gli ingredienti del successo. > segue